Ventiquattro

OCCHI PUNTATI SULL'ADRIATICO NELLA PRESTORIA

A Trieste, per la prima volta in Italia, una mostra dedicata ai Liburni e al loro mondo

La una mostra con oltre mille reperti archeologici provenienti da Croazia e Italia verrà ingurata  l'11 novembre al Museo Winckelmann


 
3 min
Istra24

La una mostra con oltre mille reperti archeologici provenienti da Croazia e Italia verrà ingurata  l'11 novembre al Museo Winckelmann

Mercoledì 11 novembre 2026, alle ore 18, al Civico Museo d'Antichità “J. J. Winckelmann” di Trieste, sarà inaugurata la mostra “Guidati dal mare – I Liburni e il loro mondo” (“Morem vođeni – Liburni i njihov svijet”). L'esposizione, presentata per la prima volta in Italia, resterà aperta al pubblico fino al 28 marzo 2027.

Promossa dalla Comunità Croata di Trieste – Hrvatska zajednica u Trstu, la mostra nasce dalla collaborazione con il Museo archeologico di Zara, il Dipartimento di Archeologia dell'Università di Zara, il Comune di Trieste e il Civico Museo d'Antichità “J. J. Winckelmann”.

Si tratta del terzo e conclusivo appuntamento della trilogia dedicata alle civiltà protostoriche dell'Adriatico orientale, realizzata dalla Comunità Croata di Trieste e dal Comune di Trieste. I precedenti appuntamenti sono stati, nel 2018, “Iapodes. Il misterioso popolo degli altipiani dell'Europa centrale”, organizzato in collaborazione con il Museo archeologico di Zagabria, e, nel 2023, “Gli Histri in Istria”, in collaborazione con il Museo archeologico dell'Istria di Pola.

La mostra propone un viaggio nella protostoria della costa orientale dell'Adriatico, attraverso una panoramica sulla cultura dei Liburni e sulle caratteristiche del loro patrimonio materiale.

Oltre mille reperti archeologici originali, provenienti da diverse istituzioni della Croazia e dell'Italia, saranno esposti nelle vetrine del museo. I materiali risalgono alla fase finale della tarda età del Bronzo e all'intera età del Ferro, dal XII al I secolo a.C. Saranno inoltre presentati calchi di oggetti appartenenti o legati alla cultura liburnica. Il percorso espositivo sarà accompagnato da pannelli esplicativi bilingui, in italiano e croato.

Accanto all'esposizione sono previsti tre eventi collaterali, durante i quali gli esperti approfondiranno alcuni dei temi affrontati nella mostra. È inoltre prevista la pubblicazione di un catalogo di circa 250 pagine.

I Liburni, un popolo legato al mare

A partire dalla metà del I millennio a.C., nell'area adriatica erano presenti comunità con una propria identità etnica. Sulla costa orientale si distinguevano tre gruppi principali: gli Istri, nell'attuale Istria, i Liburni, nella Dalmazia settentrionale e nel Quarnero, e i Dalmati, nella Dalmazia centrale.

Già prima che gli autori antichi ne registrassero i nomi, in questi territori esistevano numerose comunità preistoriche, tra le quali si erano progressivamente sviluppati legami culturali, testimoniati da stili di vita, usanze, credenze e caratteristiche materiali e spirituali comuni.

Nell'area della Dalmazia settentrionale e del Quarnero si sviluppò così un gruppo culturale che prese il nome dalla comunità etnica più nota della regione: i Liburni. La loro cultura può essere seguita dalla fase finale della tarda età del Bronzo fino alla conclusione dell'età del Ferro, tra il XII e il I secolo a.C., quando passarono sotto il dominio romano.

Un ruolo decisivo nella formazione della cultura liburnica fu svolto dalla posizione geografica del territorio, separato dall'entroterra dalle catene montuose delle Alpi Dinariche e fortemente orientato verso il mare, il mondo italico e il più vasto spazio mediterraneo.

I Liburni mantennero intensi rapporti culturali e commerciali sia con le altre popolazioni della costa orientale sia con quelle della sponda occidentale dell'Adriatico, tra cui Veneti, Piceni e Dauni. Questi contatti contribuirono, tra il X e il V secolo a.C., alla formazione di uno spazio culturale comune, caratterizzato da un intenso commercio marittimo e da numerose affinità nella cultura materiale.

Abili navigatori, ma conosciuti anche come temibili pirati, i Liburni percorrevano entrambe le sponde dell'Adriatico, favorendo non soltanto lo scambio di merci, ma anche la circolazione di idee e conoscenze. Svilupparono una cultura autoctona, originale e riconoscibile, della quale oggi sappiamo molto grazie alle testimonianze degli scrittori e geografi antichi e, soprattutto, ai ritrovamenti archeologici.

La concezione scientifica e l'allestimento artistico della mostra sono curati da Martina Čelhar, docente ricercatrice dell'Università di Zara, Natalija Čondić, consulente museale del Museo archeologico di Zara, e Morana Vuković, curatrice capo dello stesso museo.

Le curatrici della mostra sono Biljana Burazer, del Museo archeologico di Zara, e Filipa Jurković Pešić, dell'Università di Zara.

Per il Civico Museo d'Antichità “J. J. Winckelmann” di Trieste partecipano Stefano Bianchi, responsabile dei Musei Storici del Comune di Trieste, e Costanza Brancolini, conservatrice.


Nastavite čitati

Svijet
 

Cristiano Ronaldo objavio oproštaj od reprezentacije

"Tijekom svih ovih godina naučio sam neke vrlo jednostavne stvari. Golovi blijede, trofeji ostaju u muzejima, a rekordi se s vremenom ruše. No, postoji nešto što vrijeme nikada ne može izbrisati, mjesto koje zauzimamo u srcima ljudi. Ako sam vas ikada usrećio, ako je neki moj pogodak ikada potaknuo nekoga da zagrli drugu osobu, zaboravi na težak trenutak ili osjeti ponos na našu zemlju, onda je sve to imalo smisla. Jer biti Portugalac znači i to. Zajedno patimo, zajedno se uzdižemo, ponovno počinjemo vjerovati," kazao je

Da bi ova web-stranica mogla pravilno funkcionirati i da bismo unaprijedili vaše korisničko iskustvo, koristimo kolačiće. Više informacija potražite u našim uvjetima korištenja.

  • Nužni kolačići omogućuju osnovne funkcionalnosti. Bez ovih kolačića, web-stranica ne može pravilno funkcionirati, a isključiti ih možete mijenjanjem postavki u svome web-pregledniku.