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Le norme che regolano l’applicazione del bilinguismo croato-italiana nelle municipalità istriane in cui esso è previsto dalla legge o da atti locali variano da un luogo all’altro. Il coordinamento dei vicesindaci italiani ha esaminato una proposta per uniformare queste regole che, una volta verificata la fattibilità legale, sarà sottoposta all’adozione dei Consigli cittadini e comunali delel autonome locali in cui è riconosciuto il diritto al bilinguismo
Le norme che regolano l’applicazione del bilinguismo croato-italiana nelle municipalità istriane in cui esso è previsto dalla legge o da atti locali variano da un luogo all’altro. Il coordinamento dei vicesindaci italiani ha esaminato una proposta per uniformare queste regole che, una volta verificata la fattibilità legale, sarà sottoposta all’adozione dei Consigli cittadini e comunali delel autonome locali in cui è riconosciuto il diritto al bilinguismo
Il bilinguismo nelle Città e nei Comuni dell’Istria che lo prevedono nei loro statuti è presente, ma le normative locali che lo regolano andrebbero uniformate in modo da garantire lo stesso livello di tutela e applicazione in modo uguale in tutte le municipalità istriane a statuto bilingue. È questa la conclusione strategica, che tatticamente ha preso corpo nell’elaborazione di un documento ancora in fase di studio, alla quale si è giunti alla riunione del Coordinamento dei vicesindaci italiani dell’Istria, svoltasi il 17 febbraio scorso a Rovigno.
In quanto a principi etici, fondato, si spera, sul rispetto della presenza secolare della comunità italiana in Istria (e del suo contributo alla modellazione della realtà storica e antropologica dell’Istria e del suo patrimonio culturale, linguistico, edilizio ecc.), il diritto al bilinguismo in Istria è regolato da documenti internazionali, nazionali croati e locali a livello istriano. Quelli fondamentali sono il Trattato tra la Repubblica di Croazia e la Repubblica Italiana sui diritti delle minoranze (5 novembre 1996), la Legge costituzionale sui diritti delle minoranze nazionali nella Repubblica di Croazia, lo Statuto della Regione istriana e quelli di varie autonomie locali dell'Istria, quasi tutte concentrate – ma non solo – lungo la costa occidentale della penisola.
Tuttavia, quando si scende a livello locale, le norme che regolano il bilinguismo variano nei vari luoghi. La sua applicazione nelle forme visiva e amministrativa in alcune località viene descritta soltanto in termini generali, in altre si scende nei dettagli. La normativa più (e probabilmente anche meglio) articolata è quella di Rovigno. A Pola, nonostante lo Statuto che regola il bilinguismo sia in vigore dal 1993, un balzo in avanti nell'attuazione di questo diritto si è avuto dopo che, su iniziativa del vicesindaco italiano di allora Bruno Cergnul, l'ex sindaco Filip Zoričić il 25 luglio del 2022 ha emanato la Decisione sull’applicazione del bilinguismo.
Rispondendo a una nostra domanda, la vicesindaca di Rovigno Gianfranca Blandini Suran, che alla riunione del coordinamento di Rovigno ha avuto un ruolo importante, ci ha confermato che un'analisi comparata dei vari livelli di bilinguismo nelle singole località istriane interessate non esiste; tuttavia, sulla scorta dell'esperienza maturata negli anni sul territorio dai vari vicesindaci, tali differenze si possono ritenere cosa nota senza tema di smentita.
Alla riunione di Rovigno, convocata dalla vicepresidente della Regione istriana Jessica Acquavita (eletta dai membri della CNI), oltre al presidente dell’Unione Italiana Maurizio Tremul, quelli della Giunta escutiva UI e dell'Assemblea UI Marin Corva e rispettivamente Paolo Demarin e al presidente del Consiglio della minoranza nazionale italiana della Regione istriana Ennio Forlani, hanno partecipato i vicesindaci delle città di Pula / Pola Vito Paoletić, di Rovinj / Rovigno Gianfranca Suran, di Vodnjan / Dignano Manuela Geissa, di Poreč / Parenzo Ugo Musizza, di Novigrad / Cittanova Andrea Zancola, di Umag / Umago Floriana Bassanese Radin, di Buje / Buie Michela Altin, e dei comuni di Bale / Valle Fabrizio Fioretti, di Vižinada / Visinada Neda Sainčić Pilato e di Oprtalj / Portole Barbara Vežnaver Antonac. Non era presente la vicesindaca di Brtonigla / Verteneglio Dionea Sirotić, mentre per quanto riguarda Tar / Torre, pur avendo la località diritto al bilinguismo, alle ultime elezioni amministrative nessuno si è candidato per l'incarico. Abbiamo sentito le opinioni di Jessica Acquavita e di Gianfranca Suran.
“Il coordinamento con i vicesindaci è una prassi che come Regione istriana facciamo regolarmente da qualche anno e io come vicepresidente convoco regolarmente i coordinamenti” ci ha detto Jessica Acquavita che poi ha spiegato: “All'ultimo coordinamento svoltosi a Pola è risultata l'esigenza da parte dei vicesindaci di un incontro operativo riguardante la realizzazione del diritto al bilinguismo nelle varie amministrazioni locali, ovvero di un incontro di lavoro volto ad analizzare le disposizioni statutarie, ma anche i vari regolamenti a livello locale che regolano il bilinguismo nelle varie amministrazioni locali.
C'è una volontà di uniformare il trattamento in tutte le autonomie locali istriane a statuto bilingue?
“La vicesindaca di Rovigno Gianfranca Suran ha avanzato la proposta di un Decreto sul bilinguismo che vada a uniformare la situazione. È vero che tutti i vicesindaci sono abbastanza consapevoli che ogni realtà è una realtà a sé stante, che ha le sue specificità e le sue particolarità. L'idea che è nata da questa riunione è quella di proporre un testo di un decreto che però deve ovviamente essere avvallato da degli esperti legali per capire se effettivamente sia applicabile. I vicesindaci hanno invitato l'Unione italiana a svolgere questo compito. C'è ancora molto lavoro da fare per capire quali siano le modalità migliori, operative.”
In pratica si tratterebbe di un documento che la Regione sarebbe chiamata ad approvare per poi andare a riverberarsi anche sulle autonomie locali, ovvero i Comuni e le Città il cui statuto prevede il bilinguismo?
“In realtà la Regione istriana già prevede l'uso paritetico delle lingue italiana e croata nelle località in cui è previsto il bilinguismo. Più che a livello regionale questo documento dovrebbe essere approvato a livello locale dalle varie amministrazioni locali, anche perché comprende misure operative quali sanzioni e ammende per chi non rispetta il bilinguismo. Riguarda anche la gestione del suolo pubblico nelle varie amministrazioni locali. Dunque noi come Regione da questo punto di vista non abbiamo una grande ingerenza a livello locale, il passo che abbiamo voluto fare e che ho voluto fare è quello di venire incontro proprio a una richiesta che è nata all'ultimo coordinamento da parte dei vicesindaci, credo che anche loro avevano bisogno proprio di confrontarsi riguardo alle loro disposizioni statutarie, di capire, di scambiare un po' le esperienze per capire quali siano i diversi modelli a livello di amministrazione locale.
Gianfranca Suran:"La proposta di decreto prende in esame anche la vigilanza e soprattutto la possibilità di introdurre sanzioni per i trasgressori"
“Non potevo esimermi dal proporre di tenere la seduta tematica sul bilinguismo proprio nella città di Rovigno, che per antonomasia è considerata tra le città più virtuose per quanto riguarda il rispetto e l'attuazione del bilinguismo", ci ha dett Gianfrca Suran che poi ha spiegato: "nel corso dell’incontro, ho presentato tutti gli articoli che sono inseriti innanzitutto nello Statuto di Rovigno, ma poi anche nei regolamenti specifici sull'ordine comunale e sull'utilizzo delle aree pubbliche, mettendo in evidenza gli articoli che tutelano e che promuovono il bilinguismo nella nostra città. Ho pure presentato una bozza di decreto sull'attuazione pubblica del bilinguismo nelle località a statuto bilingue.
Cosa comprende questo documento?
Si tratta di una proposta di Decreto che ho elaborato prendendo come spunto il decreto che era stato proposto già nel mandato scorso dal Consiglio della Minoranza Nazionale Italiana Autoctona della Regione Istriana, che si fondava a sua volta sul modello nei comuni bilingui in Slovenia. Su queste basi ho implementato la maggior parte degli articoli che sono presenti negli atti della città di Rovigno, che prevedono l'uso del bilinguismo nelle aree pubbliche, partendo dalla denominazione delle imprese, dal significato di cosa si intende per insegna pubblica, sia quelle permanenti sia quelle provvisorie. Poi si regola l'applicazione ufficiale pubblica del bilinguismo in tutta una serie di situazioni, dalla denominazione delle strade e delle vie, dall'uso della lingua italiana nei manifesti, negli annunci, nelle pubblicazioni varie a carattere informativo, al bilinguismo nelle comunicazioni elettroniche, nei social network e nella segnaletica pubblica informativa, sia nelle aree pubbliche ricreative che nelle manifestazioni pubbliche che si svolgono in città.
La novità è che si prevedono delle sanzioni per i trasgressori?
La proposta di decreto prende in esame anche la vigilanza e soprattutto la possibilità di introdurre sanzioni per i trasgressori, elaborando le disposizioni relative alle stesse sanzioni. Dopodiché è necessario avere anche una struttura di vigilanza, ovvero le guardie comunali, un numero sufficiente di guardie comunali che abbiano la possibilità di seguire ed eseguire con capillarità queste direttive del decreto stesso.
La conclusione di questo coordinamento è stata che questo decreto verrà dato in esame a uno studio legale che ne valuterà la fattibilità nel contesto della legislazione in Croazia. L'intenzione è quella di proporre l'approvazione di questo decreto in tutte le amministrazioni locali, a livello di Consiglio Cittadino o comunale.”
Si tratta certamente di una coincidenza, ma è curioso segnalare che due giorni dopo la riunione di Rovigno la Regione istriana ha firmato il Contratto con il quale all’Amministrazione stradale della Regione Istriana (Županijska uprava za ceste Istarske županije) sono stati assegnati 50.000 euro per la redazione di un elaborato tecnico sulla segnaletica stradale bilingue da applicare sulle strade regionali e locali nei comuni e nelle città bilingui.
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Kada je 1872. godine otvorena Tvornica duhana u Rovinju (Manifattura Tabacchi di Rovigno), od 401 zaposlenih radnika čak 391 bile su žene. Zaposlenje im je omogućilo vlastitu plaću, doprinos uzdržavanju obitelji te novi oblik društvenog ugleda. Tome je pridonio i estetski element, jer su se izvan tvornice isticale svojim elegantnim odijevanjem * Izborile su se i za otvaranje vrtića za svoju djecu u krugu tvornice,a posebnu ulogu u borbi za prava žena imala je "tabacchina" Giustina Abbà
Počinio je kazneno djelo teške krađe na štetu 54-godišnje poljske državljanke
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