È uscito dalle stampe l'ultimo numero del bollettino „La Ricerca“ del Centro di Ricerche storiche di Rovigno. Si tratta del numero 88, datato dicembre 2025: un numero, come al solito interessante, che con uno stile pubblicistico apre squarci inediti (e sconosciuti ai più) sulla storia dell'Istria, quali i „pictores“ nella Rovigno tra Otto e Novecento, oppure la „Hostaria“ nel porto di Canale di Leme.
Il primo contributo è Pe(n)sare l’invisibile. Santorio, Baglivi e la tradizione adriatica del sapere medico di Matija Drandić. Nel corso dell’età moderna, l’Adriatico non fu soltanto una frontiera politica o commerciale, ma anche un vero laboratorio di conoscenze dove circolavano libri, idee e strumenti. In questo spazio, la medicina conobbe una stagione di profonde trasformazioni: dal sapere galenico, fondato sull’autorità dei testi, si passò a una medicina dell’esperienza e della misura.
Due le figure esemplari di quella che potremmo chiamare “linea adriatica” della medicina moderna: Santorio Santorio, medico e sperimentatore di Capodistria, e Giorgio Baglivi, medico raguseo formatosi a Roma. Il primo, vissuto fra Cinque e Seicento, rappresenta il tentativo di fondare la fisiologia su basi quantitative; il secondo, un secolo più tardi, ne riprende il metodo per costruire una teoria del corpo come sistema di fibre solide.
Il contributo si concentra sul rapporto intellettuale fra i due medici e, in particolare, sul modo in cui Baglivi riconosce in Santorio non solo un predecessore illustre, ma una fonte necessaria di conoscenza.
Segue Ginevra Zelaschi con La spedizione austriaca della Novara e la sua eredità museale a Trieste. Il 26 agosto 1859 la fregata Novara fece ritorno nel porto di Trieste, ponendo fine a una lunga circumnavigazione del globo durata due anni e quattro mesi. Si trattò della prima nave militare dell’Impero austriaco a compiere un viaggio intorno al mondo con finalità dichiaratamente scientifiche, diplomatiche e commerciali, collocandosi nel più ampio contesto delle grandi esplorazioni ottocentesche promosse dalle potenze europee.
Durante la spedizione furono raccolti oltre 26.000 esemplari zoologici; importanti anche le raccolte mineralogiche e paleontologiche. Inoltre, venne costituita una significativa collezione etnografica (circa 376 oggetti), a cui si aggiunge un vasto patrimonio documentario comprendente manoscritti, libri a stampa e testi sacri. Oggi il Civico Museo di Storia Naturale di Trieste ne conserva circa 150 esemplari. Di particolare rilievo per Trieste sono anche i manoscritti singalesi conservati presso la Biblioteca Civica Attilio Hortis. La parte più cospicua dei reperti è conservata a Vienna.
Il terzo contributo è di Susanna Bino: La scuola di Giuseppe Bino e i pictores nella Rovigno tra Otto e Novecento. A partire dagli anni Sessanta dell’Ottocento, a Rovigno si sviluppano importanti attività industriali, si potenziano le infrastrutture, si diffonde l’istruzione, si moltiplicano le associazioni, nascono tipografie. È il segno di un vivace fermento economico e sociale che dà avvio a un importante processo di riqualificazione urbana, il quale richiede maestranze specializzate. È in questo contesto che emerge la figura e l’opera di Giuseppe Bino, pittore e decoratore formatosi a Trieste e trasferitosi stabilmente a Rovigno nel 1863.
Conclude Anton Meden con La Hostaria nel porto di Canale di Leme. Il contributo prende avvio da un ritrovamento lungo la sponda meridionale di Leme, al confine che oggi divide Rovigno da Canfanaro, dove l’autore ha rinvenuto in mare frammenti ceramici, resti ossei e materiali edilizi. I reperti sono verosimilmente collegabili alla presenza dell’Hostaria nel porto di Leme, evidenziata nella cartografia storica e menzionata nello Statuto di Duecastelli, dove al Capitolo 178 viene regolata la figura del daziere-oste, titolare della locanda. Il contributo si presenta come uno studio preliminare: l’analisi dei materiali archeologici potrà chiarire la natura, l’esatta ubicazione e l’importanza della locanda all’interno del sistema portuale e di confine di Duecastelli.
“La Ricerca” numero 88 propone inoltre tre presentazioni: Giovanni Radossi, Unione degli italiani dell’Istria e di Fiume 1948-1967. Guida biografico-storica alla consultazione dell’Archivio - Etnia XVII (2025) di Diego Han; Atti LIV (2025) di Rino Cigui; Quaderni XXXVI (2025) di Orietta Moscarda. Seguono le consuete rubriche Notizie in breve e Nuovi Arrivi in evidenza. Il nuovo numero è consultabile online qui. Redattore de „La Ricerca“ è Nicolò Sponza.