Ventiquattro

UN PATRIMONIO CHE UNISCE LE GENERAZIONI

QUATTRO GIORNATE TRA VALLE E SISSANO Un dialetto che guarda avanti: libri, nuove canzoni e giovani voci e penne al Festival dell'istrioto

Cinque Comunità unite tra laboratori, libri, musica leggera. teatro e folclore. La quattordicesima edizione del festival rilancia l’impegno a trasmettere le parlate locali e usarle ogni giorno, soprattutto in famiglia


 
10 min
Silvio Forza
foto: Valter Zanco

Cinque Comunità unite tra laboratori, libri, musica leggera. teatro e folclore. La quattordicesima edizione del festival rilancia l’impegno a trasmettere le parlate locali e usarle ogni giorno, soprattutto in famiglia

Una lingua da parlare in famiglia, da portare sul palco, da usare per scrivere una storia o comporre una canzone. O per farne oggetto di ricerca. È attorno a queste possibilità che si è sviluppata la quattordicesima edizione del Festival dell’Istrioto, conclusasi il 3 ottobre dopo quattro giornate: la prima a Valle, le successive tre a Sissano. A costruire il programma sono state le Comunità degli Italiani di Rovigno, Valle, Dignano, Gallesano e Sissano, riunite attorno alla tutela e alla trasmissione delle rispettive parlate.

Il risultato è stato un incontro tra generazioni e forme espressive diverse: dai giochi linguistici per gli scolari alle esibizioni corali, dalle pubblicazioni alle nuove composizioni musicali, fino al folclore e al teatro. A collegare le iniziative, una convinzione condivisa: la continuità dell’istrioto dipende anche dalle occasioni concrete in cui viene utilizzato.

foto: Valter Zanco

Nato nel 2012 per iniziativa della Comunità degli Italiani di Sissano, il Festival raccoglie infatti un lavoro che prosegue durante tutto l’anno nei gruppi dialettali, nelle scuole, nei cori e nelle filodrammatiche. Le quattro giornate ne hanno rappresentato il momento d’incontro pubblico, con particolare attenzione al coinvolgimento dei più giovani.

I presentatori Erika Forlani Cardin e Šandor Slacki - foto: Valter Zanco

A Valle, la lingua si impara giocando

Il percorso è cominciato il 30 settembre a Valle, dove una cinquantina di alunni dalla prima alla quarta classe hanno partecipato al laboratorio linguistico. Sono arrivati dalle scuole di Gallesano, Dignano, Rovigno e Valle, insieme alla quarta classe della scuola «Gelsi» di Fiume, ospite della manifestazione.

foto: Valter Zanco

Ad aprire la mattinata è stato il libro Una storia, cinque voci, presentato dall’autrice Romina Floris e dall’illustratrice Noemi Palaziol. Il racconto, proposto nelle cinque varietà dell’istrioto e accompagnato da esercizi di comprensione e creatività, ha offerto ai bambini un punto di partenza per lavorare con parole e immagini.

foto: Valter Zanco
foto: Valter Zanco
foto: Valter Zanco

Le attività hanno intrecciato lingua ed educazione ambientale. Divisi in gruppi, gli scolari hanno elaborato messaggi ecologici in istrioto e li hanno illustrati, per poi cimentarsi all’aperto in un gioco sulla raccolta differenziata. Una caccia al tesoro li ha portati a recuperare biglietti e ricomporre un messaggio dedicato al valore della parlata locale. Il programma comprendeva anche una nuova puntata del cartone animato Il mondo di Bibi e una tombola illustrata con i disegni di Lucia Ugrin.

foto: Valter Zanco

foto: Valter Zanco

foto: Valter Zanco
foto: Valter Zanco

Nella stessa giornata è stata inaugurata l’insegna in vallese destinata all’ingresso di Valle, un’iniziativa che dà visibilità alla parlata anche nello spazio pubblico. Alla presentazione hanno partecipato la sindaca Andrea Modrušan, il presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana Paolo Demarin e i presidenti delle Comunità di Valle e Sissano, Fabrizio Fioretti e Claudio Grbac.

foto: Valter Zanco

foto: Valter Zanco

A Sissano, tra cori, libri e radio

Il Festival si è quindi trasferito a Sissano, dove il primo ottobre il programma serale, condotto, come tutte e tre le serate sissanesi, da Šandor Slacki ed Erika Forlani Cardin, ha riunito le diverse anime linguistiche della manifestazione. A fare gli onori di casa è stato Claudio Grbac, presidente della CI locale, ricordando come il patrimonio dell’istrioto sia stato tramandato per secoli soprattutto oralmente, attraverso parole quotidiane passate da genitori e nonni a figli e nipoti. Il rischio, quando una parlata si perde, non è soltanto quello di perdere uno strumento di comunicazione, ma anche una particolare maniera di raccontare la realtà. Da qui l’importanza di riportarla nell’uso e non limitarne la conservazione a libri e archivi.

Claudio Grbac, foto: Valter Zanco

A tradurre immediatamente questo principio in musica sono stati i cori delle CI di Sissano, Gallesano e Dignano. I padroni di casa hanno proposto «Nostalgia de Sissan» e «La canzon per ti»; il Coro della CI «Armando Capolicchio» di Gallesano, diretto da Katarina Knežević Krbavac e accompagnato alla fisarmonica da Robert Krbavac, si è esibito con «La rusada», «La teresina» e un mix in istrioto. Sul palco anche i ragazzi del Gruppo del dialetto gallesanese guidato da Ilenia Matticchio, mentre il Coro della CI di Dignano, diretto da Tena Bevčar, ha presentato «El campanil de Dignan» e «Mamma, mamma Piero me toca».

foto: Valter Zanco
foto: Valter Zanco
foto: Valter Zanco
foto: Valter Zanco

Tra gli appuntamenti della serata figurava la presentazione della ristampa del Vocabolario del dialetto di Gallesano d’Istria di Maria Balbi e Maria Moscarda Budić, di cui abbiamo già scritto, realizzata dal Centro di Ricerche Storiche di Rovigno insieme alla Comunità «Armando Capolicchio» di Gallesano. Il direttore del CRS Raul Marsetič e Isabella Matticchio, autrice della nuova prefazione, hanno illustrato il ritorno dell’opera, aggiornata nella veste editoriale e grafica e invariata nei contenuti.

foto: Valter Zanco
foto: Valter Zanco

Durante la serata sono stati inoltre anticipati nuovi contenuti destinati a Radio Chicchirichì, l’emittente della CI di Sissano inaugurata l’anno scorso nell’ambito della manifestazione, che ha seguito il Festival in diretta. Tra questi figurano rubriche dedicate alle parole istriote, alle storie, agli autori locali, alla memoria, alla vita e alle tradizioni delle diverse località.

foto: Valter Zanco

foto: Valter Zanco

Otto inediti per dare nuove voci all’istrioto

Venerdì 2 ottobre la musica e le premiazioni hanno riempito il teatrino e il giardino della Comunità. La serata ha proposto otto canzoni inedite, mostrando quanto l’istrioto possa adattarsi a temi e linguaggi musicali differenti. Roberta Goldin ha interpretato Casa meia, dedicata al ritorno a Dignano dopo trent’anni, mentre Elisabetta e Sofia Bilić hanno cantato Nsembro con ti. Francesco Squarcia e Deborah Voncina Ivanić hanno presentato Volaravi; Patrizia Sfettina Jurman e Tina Jurman, madre e figlia, hanno affrontato in Farfalita il tema della crescita e del legame tra genitori e figli.

foto: Valter Zanco

Gli Spaker con Valmer Cusma hanno accostato rap e tradizione gallesanese in Galisan che amor. Riccardo Bosazzi ha proposto I iè pagoûra da cantà, Nicole Maria Kučinić ha dedicato Apnea alla violenza sulle donne e Sergio Preden «Gato» ha completato la rassegna con El piso gira gruoso. I brani, accompagnati da videoclip, sono disponibili sul canale YouTube del Festival.

foto: Valter Zanco

OTTO CANZONI IN ISTRIOTO: GLI AUTORI E GLI INTERPRETI

«El piso gira gruoso» — Testo, musica e arrangiamento di Piero Soffici. Canta Sergio Preden «Gato».

foto: Valter Zanco

«Volaravi» — Testo di Valmer Cusma; musica di Deborah Voncina Ivanić e Francesco Squarcia; arrangiamento di Aleksandar Valenčić. Cantano Deborah Voncina Ivanić e Francesco Squarcia.

foto: Valter Zanco

«Nsembro con ti» — Testo di Noemi Palaziol; musica di Patrizia Sfettina Jurman; arrangiamento di Andrea Bussani, Jimmy Bolco, Marco Galante e Jacopo Tommasini. Cantano Elisabetta Bilić e Sofia Bilić.

foto: Valter Zanco
foto: Valter Zanco

«I iè pagoûra da cantà» — Testo di Laura Brkić (Bosazzi) e Riccardo Bosazzi; musica e arrangiamento di Maurizio Di Capua. Canta Riccardo Bosazzi, con Fabio Jurić al violoncello.

foto: Valter Zanco

«Galisan che amor» — Testo di Valmer Cusma; musica e arrangiamento di Edoardo Milani. Canta il gruppo Spaker, composto da Valmer Cusma, Armida Leonardelli, Toni Moscarda, Zdenko Glavaš e Anna Bianco.

foto: Valter Zanco

«Farfalita» — Testo e musica di Patrizia Sfettina Jurman; arrangiamento di Daniel Moscarda. Cantano Patrizia Sfettina Jurman e Tina Jurman.

foto: Valter Zanco

«Casa meja» — Testo di Silvio Forza; musica e arrangiamento di Maurizio Di Capua. Canta Roberta Goldin.

foto: Valter Zanco

«Apnea» — Testo di Sara Salvi; musica di Sara Salvi e Nicole Maria Kučinić; arrangiamento di Mauro Giorgi. Canta Nicole Maria Kučinić.

foto: Valter Zanco

Hanno partecipato anche i Mini Cantanti della Comunità «Pino Budicin» di Rovigno, guidati da Sara Salvi, e i Midi Cantanti e i solisti seguiti da Patrizia Sfettina Jurman.

foto: Valter Zanco

Un concorso tra scrittura e immagini

Parallelamente alla musica si sono svolte le premiazioni del concorso letterario e video, al quale sono pervenuti 45 lavori dalle cinque località coinvolte. Poesie, racconti, brevi ricerche e video hanno dato spazio alla creatività di bambini, giovani e adulti, con il sostegno di insegnanti e mentori.

foto: Valter Zanco

I PREMIATI DEL CONCORSO LETTERARIO E VIDEO

BAMBINI

Poesia: 1º premio Eni Palaziol, Se saravi; 2º Sofia Bilić ed Elena Piutti, I noni; 3º Gabriel Božić, Mama ti ti sen.

foto: Valter Zanco

Prosa: 1º Hana Piutti, I recordi dela biʃnona; 2º Noa Lovrić, Dulfîni; 3º Stella Drandić, L diario dela biʃnona.

foto: Valter Zanco

Brevi ricerche: 1º Ivano Barbieri, Gabriel Božič, Stella Drandić, Lucy Kraljić, Mirella Mitton ed Eni Palaziol, Parole Vale∫e sula vendemia e olivicoltura; 2º Aurora Giudici, La storia de Filise (come che me la jo contada me nono); 3º Nicole Andrić, Aurora Ghiraldo, Elis Delfar, Matteo Moscarda, Martina Omanović ed Ellen Radišić, La Voʃe de Galiʃan.

Video: 1º Ivano Barbieri, Sofia Bilić, Gabriel Božić, Stella Drandić, Tamara Jurkin, Lucy Kraljić, Mirella Mitton, Eni Palaziol, Elena Piutti, Hana Piutti e Dorian Radić, El nustro formaio ʃè el piun bon; 2º Val Badurina-Tomić, Federica Budicin, Mauro Dapiran, Gaia Dapas, Noemi Glišić, Vita Honsić, Tina Jurman, Paolo Lanča, Sole Mantellato, Zaneta Sofia Medić, Enea Schiozzi, Ana Sinčić, Aurora Šegon, Mara Sošić, Nia Sošić, Giorgia Stanić e Ivan Gabriel Stanić, Li sardilîne.

foto: Valter Zanco

foto: Valter Zanco

foto: Valter Zanco

foto: Valter Zanco

foto: Valter Zanco

GIOVANI – SCUOLA ELEMENTARE, V-VIII CLASSE

Poesia: 1º Andrea Karendziuk, Anca mei; 2º Naomi Penava, Amèigo campanèil; 3º ex aequo Massimo Belci, Fiur de vulejo, e Tina Jurman, La mûʃica.

foto: Valter Zanco
foto: Valter Zanco

Brevi ricerche: 1º

Noa Bilić, I nustri veci ndi conta.

foto: Valter Zanco

GIOVANI – SCUOLA MEDIA SUPERIORE

Poesia: 1º ex aequo Andrea Ferlin, 'L tempo del silensio, e Nicole Maria Kučinić, Minteisame; 3º Lana Verdnik, Amurivola.

foto: Valter Zanco

Prosa: 1º Marika Omanović, Per senpro ca a; 2º Niko Lovrić, Rita.

foto: Valter Zanco

Brevi ricerche: 1º Teo Jurman, Ruvigno par mei.

foto: Valter Zanco

foto: Valter Zanco

ADULTI

Poesia: 2º Antonio Giudici, Ricordi; 3º ex aequo Vanda Durin Matejčić, Nona, ste to savate, e Marino Capolicchio, Ehi moredi.

foto: Valter Zanco

foto: Valter Zanco

Prosa: 1º Germano Fioranti, Cor de porco; 2º Lino Capolicchio, La vita del pastor; 3º Carla Rotta, Bonanoto sonadori.

foto: Valter Zanco

foto: Valter Zanco

Video: menzione onorevole a Giulia Timea Fioranti per I miei pensieri e le loro dissonanze.

foto: Valter Zanco

Il folclore nelle vie e in piazza

La giornata conclusiva, sabato 3 ottobre, ha portato il Festival nelle vie e nella piazza di Sissano. Dalla sede della Comunità è partita la sfilata dei gruppi folcloristici di Dignano, Gallesano, Sissano e Valle, insieme alla SAC «Marco Garbin» e ai Midi Cantanti di Rovigno. Ad accompagnare il corteo è stata la Banda d’ottoni della Città e della Comunità degli Italiani di Dignano, diretta da Branko Sterpin.

foto: Valter Zanco

Sul palco si sono alternate le mantignade sissanesi, la rappresentazione dell’antico matrimonio dignanese con canti e danze tradizionali e le bitinade rovignesi della «Marco Garbin». Gallesano ha proposto i canti «Vien morettina vien» e «Per duto Galissan», seguiti dalla furlana. I giovani di Valle hanno eseguito el danpasse e la raspa, affiancati dal gruppo storico con riproduzioni di abiti veneziani realizzate dalla sartoria del Teatro La Fenice.

foto: Valter Zanco

foto: Valter Zanco

foto: Valter Zanco

foto: Valter Zanco

Quattro filodrammatiche, quattro storie

Dalla piazza la festa si è poi spostata nuovamente in Comunità per la rassegna scenica Esi o no esi a la nostra, con quattro gruppi filodrammatici impegnati in altrettante scenette.

foto: Valter Zanco

Le filodrammatiche hanno usato l’istrioto per raccontare situazioni e contrasti quotidiani: Dignano, sotto la guida di Fabiana Lajić, ha messo in scena una famiglia alle prese con le chiavi smarrite.

foto: Valter Zanco

Valle, con la regia di Romina Floris, un incontro tra due giovani nella campagna di un tempo.

Gallesano, diretto da Toni Moscarda, ha trasformato una disputa per un parcheggio in una parodia giudiziaria.

Sissano, guidato da Antonio Dobran, ha affrontato con ironia il rapporto tra tradizione e tecnologia attraverso un improbabile agriturismo online. Una menzione particolare merita proprio il sissanese Dobran, autore del testo e interprete magistrale dello sketch presentato dalla filodrammatica della sua CI.

foto: Valter Zanco

Nelle ultime due serate la musica di «El Gato e le Volpi» ha accompagnato anche i momenti conviviali. Le specialità gastronomiche sono state preparate dagli alunni della Scuola per il turismo, l’ospitalità e il commercio di Pola, seguiti dal professor Grgo Komazin.

La manifestazione è stata sostenuta dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano attraverso l’Unione Italiana e l’Università Popolare di Trieste, dall’Ufficio per i diritti dell’uomo e delle minoranze nazionali e dal Consiglio per le minoranze nazionali della Repubblica di Croazia, dalla Regione istriana e dal Comune di Lisignano.

ECCO CHI ORGANIZZA IL FESTIVAL

Dietro le quattro giornate del XIV Festival dell’Istrioto c’è il lavoro di un gruppo organizzativo composto da undici persone.

Ne fanno parte Claudio Grbac e Iva Lorencin (in rappresentanza della Comunità degli Italiani di Sissano); Debora Moscarda Demarin, Pietro Demori e Valmer Cusma (CI di Gallesano); Fabiana Lajić e Sandro Manzin (CI di Dignano); Alessandra Civitico Božić e Miriana Pauletić (CI di Valle); Alessio Giuricin e Serena Santin (CI di Rovigno). Con loro sul palcoscenico l'iniziatore del Festival, Paolo Demarin, attualmente Presidente della Giunta esecutiva dell'Unione Italiana e, sulal destra il deputato degli italiani al Sabor di Croazia e presidente dell'UI Marin Corva.

Una parlata da usare ogni giorno

Il Festival si è chiuso con un repertorio che comprende tanto le forme tramandate quanto nuove storie e canzoni. Un lavoro affidato alle cinque Comunità e a chi, tra casa, scuola e palcoscenico, continua a dare voce all’istrioto.

L’edizione ha mostrato le possibilità d’uso della parlata: dalla voce dei bambini alle canzoni appena composte, dal teatro alla radio, dalla letteratura alla segnaletica pubblica, fino alle forme più tradizionali del canto e del folclore. Un percorso coerente con la ragione stessa per cui il Festival è nato: mettere in rete le comunità nelle quali l’istrioto è ancora presente e creare occasioni perché continui a essere ricordato, studiato e soprattutto usato. Come ha rilevato a fine Festival Claudio Grbac, specialmente all’interno delle famiglie.


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