L’Unione Italiana ha inviato un comunicato in merito alla proposta di modifica della Legge sulla RTV Slovenia e, in particolare, alle possibili conseguenze per i programmi radiofonici e televisivi in lingua italiana di RTV Capodistria. Esprimendo preoccupazione per le modifiche prospettate, l’UI ribadisce la necessità di salvaguardare l’autonomia, la continuità e le risorse dei programmi italiani e annuncia che si rivolgerà alle istituzioni slovene competenti. Di seguito pubblichiamo integralmente il comunicato firmato dal Presidente dell’Unione Italiana Marin Corva e dal Presidente della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana Paolo Demarin.
"L’Unione Italiana segue con particolare attenzione e preoccupazione le notizie relative alla proposta di modifica della Legge sulla RTV Slovenia e, in particolare, dell’articolo 3, che disciplina anche i programmi radiofonici e televisivi destinati alle comunità nazionali autoctone italiana e ungherese.
Per questo motivo, l’Unione Italiana desidera esprimere piena solidarietà e vicinanza ai dipendenti, ai giornalisti, ai collaboratori e ai dirigenti dei programmi italiani di RTV Capodistria, riconoscendo il valore e la qualità del lavoro che quotidianamente svolgono al servizio della Comunità Nazionale Italiana e dell’intero territorio.
Per l’Unione Italiana, RTV Capodistria rappresenta infatti un pilastro culturale e identitario imprescindibile per la nostra Comunità. La sua funzione non si limita alla Comunità Nazionale Italiana, ma si estende a un’area storicamente e culturalmente interconnessa che abbraccia Slovenia, Croazia e Italia. Radio e TV Capodistria costituiscono da decenni uno strumento di informazione, cultura, dialogo e conoscenza reciproca, capace di superare i confini statali e di contribuire concretamente alla presenza pubblica della lingua italiana.
In questo quadro desta particolare preoccupazione la proposta di modifica dell’articolo 3 della Legge sulla RTV Slovenia e, soprattutto, la previsione di sostituire il riferimento agli attuali programmi radiofonici e televisivi per le comunità nazionali con una formulazione più generica riferita a “contenuti”.
Riteniamo importante che la legislazione continui a riconoscere chiaramente programmi autonomi, stabili e di qaulità, dotati delle necessarie condizioni editoriali, organizzative e finanziarie per poter svolgere pienamente la propria funzione.
La tutela del diritto all’informazione della Comunità Nazionale Italiana, infatti, non può essere ridotta alla sola produzione di contenuti che parlino della minoranza stessa. Essere informati nella propria lingua madre significa poter conoscere e comprendere, in lingua italiana, anche la realtà politica, sociale, economica, culturale e internazionale nella quale viviamo. È proprio questa capacità di offrire un’informazione completa e non autoreferenziale a rendere i programmi italiani della RTV Slovenia una componente essenziale dell’esercizio concreto dei nostri diritti linguistici.
L’Unione Italiana auspica pertanto che ogni eventuale intervento legislativo salvaguardi pienamente la continuità e l’autonomia dei programmi radiofonici e televisivi italiani, evitando soluzioni che possano determinare, anche nel lungo periodo, un loro ridimensionamento, sia contenutistico sia finanziario.
Nei tempi più rapidi possibili invieremo apposite comunicazioni al Governo della Repubblica di Slovenia, all’Ufficio del Governo della Repubblica di Slovenia per le nazionalità e al Ministero della Cultura, esprimendo la preoccupazione dell'Unione Italiana in merito alla questione.
L’Unione Italiana confida nel dialogo con tutte le istituzioni competenti e nella comune volontà di preservare un patrimonio informativo e culturale che rappresenta in primis un valore per la Comunità Nazionale Italiana, ma anche per l’intero spazio adriatico e transfrontaliero.!