È Majda Šušelj la grande protagonista della 14ª edizione di Dìmela Cantando, il festival dedicato alla canzone d’autore in dialetto istroveneto. Con il brano autobiografico “Aria”, l’interprete si è aggiudicata il premio principale della giuria per la miglior canzone, ma anche il riconoscimento assegnato dagli stessi esecutori, confermandosi così come la vincitrice morale e artistica della serata finale svoltasi davanti a un numeroso pubblico a Buie.

Majda Šušelj
A decretare i vincitori è stata la giuria di esperti composta da Tea Tidić, Martina Vocci, Andrea Flego, Alessandro Mocellin e Stribor Filić. Il premio per il miglior testo e quello per il miglior arrangiamento sono andati invece a “Non me basto”, brano interpretato da Sonia.

Sonia
Accanto ai riconoscimenti della giuria, anche l’Accademia del dialetto istroveneto ha assegnato il proprio premio, conferito quest’anno a Matteo Tromba. Il pubblico, chiamato a votare nel corso delle tre serate del festival – a Tribano, Isola e Buie – ha premiato Majda Šušelj con “Aria”, Nicola Štule e la klapa Skala con “Istria ancora”, nonché Matteo Tromba con “Per semper (nona)”.

Matteo Tromba
Non sono mancati nemmeno i riconoscimenti speciali. A Riccardo Bosazzi – Ricky è andata la menzione per la simpatia con il brano “Magari a pie e sentsa monopatino”, mentre Matteo Tromba, per “Per semper (nona)”, e Stefano Hering, per “Cuel’aria de mar”, sono stati premiati per l’interpretazione.

Riccardo Bosazzi - Ricky
L’edizione di quest’anno ha portato sul palco 13 nuove composizioni originali, offrendo al pubblico un panorama musicale vario e confermando come il dialetto istroveneto continui a essere una lingua viva, capace di ispirare autori, musicisti e interpreti anche nelle forme più contemporanee.
La finale di Buie ha chiuso un percorso articolato in tre serate, iniziato a Tribano in Italia e proseguito a Isola in Slovenia, prima dell’appuntamento conclusivo nella tradizionale sede buiese. Da quattordici anni Dìmela Cantando offre spazio a brani inediti e a nuove voci, contribuendo alla valorizzazione e alla trasmissione di un patrimonio linguistico e culturale condiviso tra più generazioni e territori.
Aprendo la serata finale, che ha rappresentato anche l’ultimo atto del 15º Festival dell’istroveneto, il presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, Marin Corva, ha sottolineato come questa manifestazione abbia ormai superato i confini del semplice evento culturale, diventando un luogo di incontro, appartenenza e salvaguardia dell’identità.