Ventiquattro

IN CHIUSURA LA PRIMA FASE DI RIATTO DELLA SEDE

UN PROGETTO CHE VALORIZZA IL MULTILINGUISMO IN ISTRIA: A Gallesano sta per nascere un Centro interpretativo dell'istrioto

La parlata istriota è stato riconosciuta come parte del patrimonio culturale immateriale della Repubblica di Croazia, che tramite l’Ufficio per i diritti del'uomo e delle minoranze nazionali ha finanziato l’acquisto da parte dell'Unione Italiana e il restauro della casa in cui sarà ospitato il centro gestito dalla Comunità degli Italiani di Gallesano


 
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Silvio Forza ⒸFOTO: Manuel Angelini

La parlata istriota è stato riconosciuta come parte del patrimonio culturale immateriale della Repubblica di Croazia, che tramite l’Ufficio per i diritti del'uomo e delle minoranze nazionali ha finanziato l’acquisto da parte dell'Unione Italiana e il restauro della casa in cui sarà ospitato il centro gestito dalla Comunità degli Italiani di Gallesano

Gallesano, con Sissano, Dignano, Valle e Rovigno una delle località istriane in cui si parla ancora l’istrioto, sta procedendo a passi spediti verso l’apertura di un Centro interpretativo per la valorizzazione del suo dialetto. Da rilevare subito che l’istrioto è stato riconosciuto quale patrimonio culturale immateriale della Repubblica di Croazia.

Si sta concludendo, infatti, la prima fase dei lavori allo stabile in Michele Della Vedova 52, acquistato, su proposta della Comunità degli Italiani di Gallesano, dall’Unione Italiana ((l’organizzazione centrale e unitaria degli Italiani di Croazia e Slovenia) l’11 luglio del 2024 al costo di 50 mila euro. A tale scopo sono state impiegate le risorse messe a disposizione dalla Repubblica di Croazia per il tramite dell’Ufficio per i diritti dell’uomo e delle minoranze nazionali.

“Si tratta di una casa costruita nel rione Toro a cavallo tra il XIX e il XX secolo”, ci dice il presidente della Giunta esecutiva della CI di Gallesano Pietro Demori, “appartenuta alla famiglia Matticchio, nota con il soprannome di Galeti. Dopo la fine della Seconda guerra mondiale anche loro hanno scelto la strada dell’esodo, trasferendosi a Lecco, in Lombardia, ma hanno mantenuto la proprietà della casa, venendo a trascorrervi le vacanze estive anche nel secondo dopoguerra. Ad un certo punto hanno deciso di vendere la proprietà e noi, come Comunità degli Italiani, abbiamo ritenuto che si trattava di uno stabile che si poteva valorizzare proponendo un contenuto d’interesse pubblico quale il Centro interpretativo dell’istrioto”.

L’iniziativa era stata sostenuta e promossa anche dall’ex Presidente della CI di Gallesano (oggi vice) ed ex vicesindaca di Dignano Diriana Delcaro che oggi, giunti a buon punto del percorso, dichiara: “ Il Centro interpretativo diventerà un punto di riferimento culturale, ma anche un luogo di incontro e di conoscenza, soprattutto per le nuove generazioni, affinché possano mantenere vivo il legame con la storia e le tradizioni del nostro territorio”.

 

Diriana Delcaro

L’edificio, affacciato sulla strada principale che attraversa Gallesano, si sviluppa a tre livelli (pianterreno, primo piano e mansarda), con una piccola ala laterale coperta nell’area del cortile, dove troveranno posto i servizi igienici. La superficie totale è pari a 213,80 metri quadri, quella utilizzabile (calpestabile) è di 99,75 metri quadri.

La prima fase dei lavori di riassetto, costati 217.796,46 euro (Iva compresa)e, anche questi, messi attinti dal bilancio della Repubblica di Croazia, è iniziata a gennaio. Precedentemente,a novembre, alcuni dei membri della CI di Gallesano, tutti voilontari, hanno portato a termine la pulizia dell’immobile.

La situazione di prima - foto: Comunità degli Italiani di Gallesano

Considerato il valore storico dello stabile (che è dunque oggetto di attenzione da parte dell’Ufficio per la conservazione dei beni culturali di Pola), sono stati affidati alla ditta Kapitel di Gimino, un’azienda edilizia che dispone di un’ autorizzazione speciale del Ministero della Cultura della Repubblica di Croazia che le consente di eseguire lavori sul patrimonio culturale protetto e che dispone pertanto di adeguato personale specializzato, nonché di esperienza nei lavori di restauro e conservazione. Sono stati sistemati il tetto e la facciata, restano da completare i lavori relativi al blocco sanitario e alla posa della falegnameria, delle finestre e delle porte. Nella seconda fase verranno installati gli impianti elettrici e il sistema di riscaldamento.

I muri in pietra dell'ala esterna veranno conservati - forto: Manuel Angelini

„Al pianterreno della casa c'erano la cucina e un piccolo salotto“, ci racconta ancora Demori,  „le stanze al primo piano e due vani nel soffitto. L'immobile di è stata venduto con dentro il mobilio, i quadri, documenti, piatti e bicchieri, suppellettili e masserizie varie che tenteremo di mettere in mostra e di valorizzare all'interno del Centro. In questo momento, Gaetano Benčić, curatore presso il Zavičajni muzej Poreštine – Museo del territorio parentino di Parenzo, ci sta dando una mano occupandosi dell’inventario preliminare degli oggetti di cui siamo giunti in possesso rilevando lo stabile”.

Pietro Demori

Il Centro interpretativo della parlata istriota di Gallesano, pur rimando focalizzato sulla tutela del dialetto locale, andrà a coprire anche altre aree relative al patrimonio locale. „Oltre alla tradizione linguistica, presenteremo anche quella culinaria“, precisa Demori „organizzando anche laboratori legati a momenti particolari quali le fritole per carnevale oppure le cioche d'estate. Ma in genere, tenteremo di mettere in mostra reperti che riguardo sia il dialetto, sia le tradizioni, sia la vita di Gallesano, anche con presentazioni multimediali, coinvolgendo i paesani nella raccolta di oggetti, documenti, fotografie“.

Si tratterà dunque di un centro con una spiccata dimensione etnografica. „"Il progetto rappresenta un'iniziativa di elevata rilevanza, volta a valorizzare elementi fondanti della nostra identità e a contribuire in modo significativo all'arricchimento dell'offerta culturale del territorio”, valuta la presidente della Comunità degli italiani di Gallesano Debora Moscarda, impegnata in prima persona nell'attuazione e nella supervisione del progetto.

Vale la pena sottolineare che quello di Gallesano sarà uno dei cinque centri interpretativi dell’istrioto che in un futuro prossimo sorgeranno nella Bassa Istria. “Il riconoscimento della parlata istriota come patrimonio culturale immateriale della Repubblica di Croazia”, ci ha detto a suo tempo Paolo Demarin, presidente dell’Assemblea dell’Unione Italiana e uno dei promotori dell’apertura del Centro interpretativo dell’istrioto che avverrà possimamente a Sissano, “comporta, per le Comunità degli Italiani coinvolte e di riflesso anche per l’Unione Italiana, anche degli obblighi in funzione della valorizzazione di questo che è uno dei due idiomi (l’altro è l’istroveneto) parlato dagli Italiani dell’Istria. Uno di questi obblighi è l’apertura di centri interpretativi dell’istrioto nelle cinque località (Sissano, Gallesano, Dignano, Valle e Rovigno)  in cui è presente questa parlata”.

Per quel riguarda la situazione nelle altre località istriote, vale ancora quanto ci aveva detto a suo tempo il presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana Marin Corva: “a Valle esiste un’opportunità, però ancora tutta da valutare, specie dal punto di vista dei costi. C’è anche un’idea per Dignano ma è ancora prematuro parlarne, e ciò vale anche per Rovigno”.

L’Unione Italiana nel 2025 ha acquistato anche a Sissano, in zona Le Corte, uno stabile da restaurare in funzione dell’apertura di un Centro interpretativo dell’istrioto. Un coordinamento tra le due simil realtà che stanno nascendo in contemporanea a Gallesano e Sissano non potrà che far bene alla volontà di conservare, presentare e valorizzare questo prezioso idioma locale, ingrediente della diversità multilinguistica dell’Istria.


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