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di chi è la colpa?

CALO DEI DICHIARATI DI MADRELINGUA ITALIANA Furio Radin: "I professori dovrebbero riposare un pò di meno durante i riposi"

Negli ultimi vent'anni, infatti, i cittadini di madrelingua italiana in Istria hanno subito una diminuzione del 38 percento. Se nel 2001 il 7,69 percento (15.867 cittadini) dichiarava l'italiano come madrelingua, nel 2021 questo numero si è ridotto al 5,04 percento (9.836 cittadini) * Marin Corva: "Questo è un dato abbastanza allarmante, da non prendere alla leggera in quanto il calo dei dichiarati di madrelingua italiana supera quello dei dichiarati di nazionalità italiana" * Furio Radin: "I professori dovrebbero imparare a usare la propria autorità, insistere un pò di più, anche a parlare l’italiano tra di loro. Si sforzino a farlo"


 
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Donatella Leonardelli ⒸFOTO: Manuel Angelini

Negli ultimi vent'anni, infatti, i cittadini di madrelingua italiana in Istria hanno subito una diminuzione del 38 percento. Se nel 2001 il 7,69 percento (15.867 cittadini) dichiarava l'italiano come madrelingua, nel 2021 questo numero si è ridotto al 5,04 percento (9.836 cittadini) * Marin Corva: "Questo è un dato abbastanza allarmante, da non prendere alla leggera in quanto il calo dei dichiarati di madrelingua italiana supera quello dei dichiarati di nazionalità italiana" * Furio Radin: "I professori dovrebbero imparare a usare la propria autorità, insistere un pò di più, anche a parlare l’italiano tra di loro. Si sforzino a farlo"

In seguito alla recente pubblicazione dei dati dell'ultimo Censimento, dove si rileva un sensibile calo degli abitanti in Croazia, tra cui anche quello degli appartenenti alla minoranza italiana, un dato balza immediatamente all'occhio ed è allarmante proprio per gli italiani, soprattutto in Istria – i dichiarati di madrelingua italiana.

Negli ultimi vent'anni, infatti, i cittadini di madrelingua italiana in Istria hanno subito una diminuzione del 38 percento. Se nel 2001 il 7,69 percento (15.867 cittadini) dichiarava l'italiano come madrelingua, nel 2021 questo numero si è ridotto al 5,04 percento (9.836 cittadini). Nel 2011, invece, erano 14.205, ovvero 6,83 percento.

Da questi dati si denota un preoccupante calo soprattutto nell'ultimo decennio, quando la minoranza italiana „perde“ 4.369 cittadini che dichiarano l'italiano come lingua madre. Nel decennio precedente il fatto non allarma troppo in quanto la minoranza italiana „perde“ (solo) 1.662 dichiarati di madrelingua italiana.

- Questo è un dato molto importante che ci deve far riflettere e agire, e che l’Unione Italiana (UI) sicuramente affronterà nelle prossime settimane e nei prossimi mesi nell’ambito di tutti gli organi dell’UI - Giunta esecutiva e Assemblea. È un dato abbastanza allarmante, da non prendere alla leggera in quanto il calo dei dichiarati di madrelingua italiana supera quello dei dichiarati di nazionalità italiana, afferma Marin Corva, presidente della Giunta esecutiva dell'Unione Italiana. Infatti, nel 2001 i cittadini di nazionalità italiana in Istria erano 14.284 ovvero il 6,92 percento, mentre oggi sono 9.784 ossia il 5,01 percento.

Marin Corva

Le scuole, i professori, l'italiano

L’onorevole Furio Radin, deputato italiano al Sabor della Croazia e per diversi anni ai vertici dell'Unione Italiana, riconduce il problema della diminuzione dei dichiarati di madrelingua italiana, soprattutto, ai matrimoni misti e alla multiculturalità nelle scuole italiane.

- Anche se le scuole italiane funzionano, è certo che, oltre a ragazzi di nazionalità italiana, sono frequentate da ragazzi di nazionalità croata. Un problema che noi dibattiamo già da diversi anni ed io continuo a sostenere: nelle scuole italiane si deve parlare italiano. Non per una ragione nazionalistica, noi non siamo nazionalisti, ma per imparare meglio la lingua. La lingua si impara usandola. Se uno va in una scuola americana, parla in inglese. Altrimenti è inutile. Deve esserci un full immersion, sostiene Radin.

- Una volta nelle sale insegnanti delle scuole italiane si parlava solo italiano. Oggi non è così. I professori dovrebbero imparare a usare la propria autorità, insistere un pò di più, anche a parlare l’italiano tra di loro. Si sforzino a farlo. Se in un ambiente scolastico dove ci sono tre professori che tra di loro parlano in croato e viene un italiano, quest’ultimo parlerà con loro in croato. I professori devono fare il proprio lavoro, e anche durante i riposi usare la propria autorità con gli alunni. I professori dovrebbero riposare un pò di meno durante i riposi, conclude l’onorevole Radin.

Furio Radin/Foto: Facebook Furio Radin

Corva: "Dobbiamo lavorare di più con i giovani"

- È evidente che i nostri giovani, che sono figli o nipoti di matrimoni misti, hanno una personalità, un carattere plurietnico. Non si dichiarano più di nazionalità oppure madrelingua italiana perchè sono persone che hanno più realtà. Si sentono di più culture e di più nazionalità. Parlando con molti giovani ho notato che, spesso e volentieri, dichiarano un’appartenenza a una famiglia più allargata rispetto a quella che è la Comunità nazionale italiana. Dichiarano di sentirsi europei o cittadini del mondo. Dobbiamo lavorare tantissimo con i giovani anche perchè tra loro c’è parecchia confusione. Una buona parte dei giovani non sa distinguere la differenza tra cittadinanza e nazionalità. Non per colpa loro, dovremmo insegnarglielo noi, continua Corva.

"Cadono" dei miti

A subire principalmente le conseguenze di questo trend negativo è la roccaforte dell'italiano Grisignana, l'unico Comune dell'Istria dove i cittadini che si dichiaravano di madrelingua italiana erano la maggioranza assoluta. Nel 2001, infatti, il 66,11 percento si dichiara di madrelingua italiana, oggi questa percentuale si riduce al 44,51 percento.

Tuttavia, dai dati forniti dall'Istituto nazionale di statistica, si riscontra la perdita dell’italiano come lingua madre anche in altri comuni e città della Penisola dove l’italiano rappresenta, o per meglio dire rappresentava, una realtà importante per la minoranza italiana. Tanto è vero che nel 2001 nel Comune di Portole questa realtà costituiva il 32,11 percento, mentre oggi rappresenta l’11,76 percento. O il Comune di Valle dove oggi si dichiarano di madrelingua italiana il 14,27 percento, a differenza del 2001 quando la percentuale era del 22,54. Delle città con una forte prevalenza dell'italiano preoccupano Buie che dal 39,66 percento nel 2001, oggi si ritrova con il 28,57 percento di dichiarati di madrelingua italiana, e Umago che oggi si riduce al 13,61 percento contro il 20,70 percento del 2001.

La Comunità nazionale italiana in difficoltà

- Adesso dobbiamo lavorare tutti insieme. Ogni singolo deve dare il proprio apporto se vogliamo cambiare questo trend negativo e dobbiamo farlo assieme a tutte le istituzioni. In primis con le scuole, ma anche con le nostre Comunità degli italiani, sostiene il presidente della Giunta esecutiva.

- Nei prossimi dieci anni cercheremo, inoltre, di far capire allo Stato che la conta per quanto riguarda le minoranze è una cosa superata, che non fa in pratica più nessuno. Non si può guardare quali sono i diritti di una minoranza rispetto alla questione numerica, proprio per il fatto che si tratta di una minoranza. E’ una realtà comunque in difficoltà, perchè se non lo fosse non sarebbe diventata minoranza, sarebbe rimasta maggioranza. Di conseguenza agiremo su più fronti per fare in modo che non ci sia più questo trend negativo, conclude Corva.


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