Il gruppo folcloristico slovacco Marína di Zvolen è il vincitore della 24ª edizione del Festival internazionale del folclore Leron, conclusosi sabato sera a Dignano.
All’edizione di quest’anno hanno partecipato dieci gruppi: il gruppo folcloristico della Comunità degli Italiani di Dignano, Hármasfonat di Bihor, in Romania, Cere di Gimino, I Giullari di Minturno, in Italia, il gruppo folcloristico della Comunità degli Italiani “Armando Capolicchio” di Gallesano, Marína di Zvolen, in Slovacchia, la Società dei Montenegrini di Peroi “Peroj 1657”, Santa Gorizia di Gorizia, in Italia, Kathak di New Delhi, in India, e il KUD Elizabeta di Jalžabet.
La giuria, composta da Lorella Limoncin Toth, Mirjana Margetić e Massimo Brajković, ha premiato i folcloristi di Zvolen per l’originalità dei costumi, la coreografia basata su forme libere e la varietà degli strumenti musicali. Il premio per l’originalità e il rigore filologico dei costumi è andato al gruppo Elizabeta di Jalžabet (Croazia), quello per gli strumenti popolari e l’esecuzione strumentale ad Hármasfonat di Bihor (Romania), mentre il premio per la coreografia e la danza tradizionale è stato assegnato al gruppo Kathak di New Delhi (India). Il premio del pubblico, assegnato attraverso una votazione tramite QR Code, è andato al gruppo folcloristico I Giullari di Minturno (Italia).
Prima della proclamazione del verdetto della giuria, il presidente della Comunità degli Italiani di Dignano, Maurizio Piccinelli, ha sottolineato come dietro al Festival vi sia un intenso lavoro che dura tutto l’anno.
«Ieri e oggi abbiamo trascorso due belle serate, con gruppi molto interessanti. I membri della giuria ci hanno detto di aver avuto un compito difficile nello scegliere i vincitori delle singole categorie», ha detto Piccinelli.
Ha quindi letto il messaggio della fiorista Daniela Peršić, che ha curato l’allestimento scenografico. «Nell’allestire il palcoscenico ho voluto unire, attraverso il linguaggio dei fiori, il passato e il presente: da una parte la paglia e il grano, dall’altra le rose e gli anthurium, per conferire solennità ed eleganza e creare un forte impatto visivo. Per me è stato un onore partecipare a questo evento», ha scritto Peršić.
Accanto ai gruppi premiati, sul palco della serata conclusiva del Festival si è esibito anche il gruppo Santa Gorizia di Gorizia (Italia). Ad entusiasmare il pubblico dignanese è stato inoltre il complesso Vruja di Capodistria, che si è esibito sul finire della serata, durante l’attesa del verdetto della giuria.
Nell’occasione sono state consegnate targhe ricordo a tutti i partecipanti, mentre con l’ammainabandiera è calato il sipario su un’altra riuscita edizione del Festival.
A fare da prologo al Festival è stata la serata “Aspettando il Leron... serata della furlana”, svoltasi giovedì a Palazzo Bradamante e dedicata alla storia e alle diverse varianti di questa danza tradizionale. Si sono esibiti i gruppi folcloristici della Comunità degli Italiani di Dignano, della Comunità degli Italiani “Armando Capolicchio” di Gallesano e Santa Gorizia di Gorizia. A parlare della furlana sono stati Vidoslav Bagur, folclorista, pedagogo della danza e coreografo, e Valter Colle, antropologo, editore e produttore musicale.
Bagur e Colle hanno ripercorso la storia, la diffusione e le trasformazioni della furlana che, a partire dal XVI secolo, grazie ai legami culturali e commerciali di Venezia, si diffuse entrando in contatto con tradizioni diverse. La serata ha mostrato come la furlana non sia soltanto una danza folcloristica conservatasi nel tempo, ma anche la testimonianza di secoli di intrecci e contaminazioni culturali che hanno lasciato un’impronta profonda anche in Istria.
Venerdì si è quindi svolta l’apertura ufficiale della 24ª edizione del Leron. Dopo la sfilata congiunta dei folcloristi lungo via Merceria, il programma è proseguito in Piazza del Popolo. La prima serata non aveva carattere competitivo e non ha visto la partecipazione di tutti i gruppi presenti al Festival. Davanti al pubblico si sono esibiti i gruppi folcloristici della Comunità degli Italiani di Dignano, della Comunità degli Italiani “Armando Capolicchio” di Gallesano, Cere di Gimino e della Società dei Montenegrini di Peroi “Peroj 1657”.
Una parte del programma di quest’anno è stata dedicata anche a un altro elemento caratteristico della tradizione dignanese. Monika Bršić, a Palazzo Bettica, ha mostrato come si realizza la tradizionale acconciatura femminile bumbara, oggi visibile soprattutto in occasione delle esibizioni folcloristiche. Circa 50 donne e ragazze provenienti da Dignano, Pola, altre località della Croazia e dall’Italia hanno partecipato all’iniziativa facendosi realizzare l’acconciatura tradizionale.
I partecipanti al Leron sono stati ricevuti sabato mattina dal sindaco di Dignano Igor Orlić, cui ha fatto seguito la tavola rotonda sul tema “Il folclore tra memoria e presente: tradizioni che accompagnano il quotidiano”. In serata hanno preso parte alla messa solenne per i folcloristi nella chiesa di San Biagio. Dopo la funzione religiosa si è svolta la serata conclusiva del Festival, in una Piazza del Popolo gremita, durante la quale si sono esibiti i gruppi in gara e sono stati proclamati i vincitori dell’edizione di quest’anno.
A condurre la serata conclusiva competitiva sono stati Gianna Belci e Milan Pavlović.
Il Leron è organizzato dalla Comunità degli Italiani di Dignano e dall’Unione Italiana, in collaborazione con l’Università Popolare di Trieste. Il Festival si svolge con il sostegno finanziario della Regione Istriana e del Consiglio per le minoranze nazionali della Repubblica di Croazia, e con il patrocinio della Città di Dignano-Dignano.