E' quasi un dovere per i dignanesi lasciare alle giovani generazioni un patrimonio culturale
che e' solo da invidiare. Mantenere e portare avanti le proprie usanze, tradizioni e folclore non
ha prezzo
E' quasi un dovere per i dignanesi lasciare alle giovani generazioni un patrimonio culturale
che e' solo da invidiare. Mantenere e portare avanti le proprie usanze, tradizioni e folclore non
ha prezzo
Come da tradizione dopo la messa pasquale i dignanesi si sono ritrovati nella piazza del centro cittadino per gareggiare al loro secolare „Tiro al ovo“.
Mentre nel passato il gioco aveva un significato anche finanziario, oggi significa, invece, mantenere la propria tradizione, usanza e memoria. E' quasi un dovere per i dignanesi lasciare alle giovani generazioni un patrimonio culturale che e' solo da invidiare.
E' questo lo scopo per il signor Livio Belci, inesauribile attivista e presidente della Comunita' degli italiani di Dignano.
I piu' piccoli e quelli che al gioco partecipano immancabilmente ogni anno hanno reso anche questa Pasqua una giornata di festa.
Uno dei giocatori piu' assidui dignanesi e' il signor Bruno Belci, considerato da sempre uno dei migliori e che nel passato si sfidava sempre con la moneta di 50 lire.
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